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Verniciatura ad aria compressa con azoto

Azoto in sostituzione di aria compressa nella spruzzatura di vernici in polvere: un’innovazione utile, tecnologicamente avanzata, economicamente vantaggiosa, qualitativamente superiore

È la tecnologia, mondialmente vincente, orgoglio italiano, che permette a chi vernicia a polveri (ma anche
con prodotti liquidi) di:
• aumentare la resa applicativa di oltre il 25-30% e di conseguenza di ridurre i costi al m2
verniciato
• migliorare le qualità fisiche e meccaniche del film applicato
• ridurre le “gabbie di Faraday”, che sempre si formano
con l’applicazione elettrostatica negli spazi minimi interni
tra lamiere vicine
• eliminare il problema dell’umidità sul manufatto, che impedisce la completa aderenza elettrostatica della polvere
sulla superficie del metallo
• idem, dalle pareti interne dei tubi di trasporto polvere e
dalle pistole
• migliorare così l’efficienza di trasferimento, perché l’azoto presenta sempre la stessa temperatura di applicazione, indipendentemente da quella ambientale.

Quando si utilizza invece l’aria complessa, la polvere, idonea alla spruzzatura ma anche leggermente impaccata, deve essere periodicamente soffiata dalla pistola, causando un inaccettabile livello di diseguaglianza nel film poi polimerizzato.

Ormai l’utilizzo di azoto – come sostituto dell’aria compressa nella spruzzatura di vernici in polvere – si sta generalizzando in tutto il mondo, grazie al brevetto internazionale dell’Eurosider di Grosseto in Toscana per le sue apparecchiature Polifluid (figg. 1,2 3), utilizzate oggi in svariati settori produttivi: dall’industria dell’auto a quella degli elettrodomestici, dai mobili metallici ai profili in alluminio e, in genere, dal terzismo di verniciatura alle aziende che verniciano in proprio con ogni tipo di polvere.